Pavimento in resina: proposte decorative
Quando è nato il Pavimento in Resina?
I primi studi ed esperimenti di leganti epossidici per creare malte resinose per i manti stradali avvennero in Germania negli anni ’30, per trovare un’alternativa più resistente dell’asfalto che si deteriorava troppo facilmente e rapidamente durante le parate militari con mezzi cingolati. Questa storia, probabilmente a metà strada tra il plausibile e la leggenda, ci dice comunque come gli albori dei sistemi resinosi fossero concentrati a trovare soluzioni per proteggere e migliorare le prestazioni e la durata delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo.
A partire dalla metà degli anni ’90 ci fu una diffusione sempre maggiore dell’utilizzo in case e negozi: il sistema resinoso, debitamente adattato e modificato, assumeva valenza anche estetica e innovativa. Prodotti e soluzioni divennero col tempo più numerosi e specifici e l’entusiasmo e le richieste crebbero di conseguenza.
Rivestimenti decorativi in resina: cosa sono
Un sistema resinoso decorativo non può prescindere dall’avere minime prestazioni in termini di resistenze meccaniche e chimiche, impermeabilità, effetto antipolvere, compattezza, coesione, adesione al supporto, bassa emissione di VOC (compositi organici volatili) eccetera, tale per cui è anche destinato a proteggere il supporto sul quale viene applicato. Ma quello che lo caratterizza, che lo differenzia rispetto alle soluzioni in campo industriale, è la sua capacità di piacere e stupire, legato al contesto ambientale in cui viene applicato.
SISTEMA A EFFETTO NUVOLATO
Il nome deriva dalla caratteristica variazione cromatica superficiale in cui colori diversi o toni chiari e scuri dello stesso colore sfumano l’uno nell’altro, come fossero per l’appunto delle nuvole di colore. Le differenze di tonalità sono generalmente piuttosto blande, anche se non mancano esempi di voluti accostamenti molto vistosi. La superficie si presenta normalmente abbastanza liscia o comunque con ruvidità o asperità minimamente percepibili. Sono sistemi di pochi mm di spessore, sovente trattati con almeno uno strato di prodotto trasparente finale che può avere diversi gradi di brillantezza o di opacità, che migliora la protezione dall’usura e la facilità di pulizia. Tale sistema si può applicare a pavimento e a verticale, creando il cosiddetto effetto di “superficie continua” tanto caro a progettisti e utenti finali.
SISTEMA A EFFETTO SPATOLATO
Concettualmente ed esecutivamente abbastanza simile al precedente, il sistema spatolato è caratterizzato dalla voluta presenza dei segni lasciati dagli attrezzi di posa, per cui in superficie si possono avere rilievi e variazioni di spessore più o meno marcati in funzione dell’aspetto che gli si vuole conferire. Il cosiddetto “effetto materico” viene qui considerato come minore o maggiore esaltazione della texture superficiale, una sorta di scolpitura che aggiunge un ulteriore elemento di decoro oltre al colore, che può essere omogeneo o combinazione di toni differenti, e al grado di brillantezza od opacità conferito dalla quasi sempre presente finitura finale trasparente. Lo spessore medio è normalmente di pochi mm ed è possibile l’applicazione sulle superfici verticali. Un sistema resinoso colorato protetto da strati di prodotto resinoso trasparente di sacrificio evidenzierà meno l’avanzare dell’usura e la presenza di micro-graffi rispetto a un sistema non protetto in cui il consumo avviene direttamente negli strati superficiali colorati.

SISTEMA AUTOLIVELLANTE
Di almeno 2 mm di spessore, solo per superfici orizzontali, è costituito da una colatura finale di prodotto resinoso fluido pigmentato che viene distribuito in spessore uniforme su tutta la superficie con adeguati attrezzi. Ne risulta una superficie finale molto liscia e chiusa, usata anche in campo industriale, normalmente di colore uniforme e lucida. Le superfici lucide possono essere opacizzate con ulteriori strati di specifiche resine protettive trasparenti, normalmente a base poliuretanica. L’opacizzazione avviene comunque nel tempo sulle aree più soggette a transito di persone o eventuali mezzi.

SISTEMA TERRAZZO
Si basa sull’antica tecnica del “terrazzo o seminato alla veneziana” costituito da una miscela di legante e aggregati di varia forma, natura e colore, che viene levigata dopo l’indurimento producendo una superficie liscia e compatta. È il lontano discendente dell’opus incertum o dell’opus signinum degli antichi romani, assurto a nuovi splendori a partire dal XIII secolo in quel di Venezia, da cui il nome. A quei tempi le resine ancora non si usavano, il legante era a base calce. Oggi si utilizzano prodotti resinosi o cementizi, ma la sostanza dell’aspetto non cambia. Superficie liscia, sulla quale si vedono le silhouette e i colori degli aggregati levigati annegati nel legante. Le varietà di forma e colore degli aggregati combinate con la vastità dei possibili colori che può avere il legante, soprattutto quello resinoso, permettono una vastissima gamma di soluzioni cromatiche ed estetiche che si possono inserire in qualsiasi ambiente. Il sistema Terrazzo ha normalmente uno spessore di almeno 10 mm che ne garantisce un’elevata durabilità; un’eccellente combinazione di estetica, resistenza e durabilità sfruttata da grandi ambienti commerciali o del terziario.
SISTEMA AD EFFETTO TRIDIMENSIONALE
Costituito da speciali fogli su cui sono stampate immagini in 3D che vengono stesi e incollati sulla pavimentazione, ben tesi e senza grinze. Tali fogli sono successivamente annegati in diversi mm di resina trasparente e incolore che aumenta l’effetto di profondità e tridimensionalità delle immagini.

SISTEMA CON OGGETTI INGLOBATI
In questo caso uno strato di materiale resinoso trasparente ha lo scopo di inglobare oggetti di varia forma e natura quali tessuti, fogli di giornale, parti metalliche, fiori secchi, vetri, pietruzze, insetti preistorici contenenti tracce di DNA di dinosauri e tutto quanto la fantasia può suggerire. Con un occhio di riguardo alle dimensioni, perché lo spessore dello strato resinoso deve essere ovviamente adeguato alla grandezza dell’oggetto che deve inglobare.
SISTEMA CON FINITURA CEMENTIZIA
Per gli amanti del minimalismo e del 2D più sfrenato, i sistemi decorativi a base di prodotti resinosi misti a leganti idraulici, per lo più cementizi, costituiscono la soluzione più adeguata alle loro esigenze. I prodotti cementizi-resinosi sono per lo più applicati a spatola sia sulle superfici orizzontali che su quelle verticali, e come effetto sono quindi più riconducibili ai nuvolati o agli spatolati. Per alcune tipologie di lavori, meno numerosi ma di metrature solitamente ampie, si utilizzano prodotti colabili per le pavimentazioni, che possono essere eventualmente levigati una volta induriti. Chi preferisce il prodotto a base cementizia piuttosto di quello a resina pura lo fa perché ritiene che la presenza della matrice minerale conferisca un effetto decorativo che ben si sposa in particolari contesti architettonici in quanto considerato più “naturale e meno artificiale”, pur con tutti i limiti semantici che i due termini impongono in questi casi.
È importante e fondamentale sottolineare che l’aspetto finale di un sistema resinoso decorativo è una combinazione di prodotti e know-how adeguati e manualità nell’applicazione, che diventa spesso il fattore distintivo tra un applicatore e l’altro.
I sistemi resinosi non sono indistruttibili
In ultimo, sfatiamo un mito: i sistemi resinosi non sono indistruttibili. Come qualunque materiale, soprattutto sulle pavimentazioni, subiscono l’usare del calpestio, dei mezzi gommati, delle azioni quotidiane di pulizia e di tutto quello che vi si muove e accade sopra. Bastano pochi accorgimenti e un po’ di buona volontà per manutenere correttamente un sistema resinoso.
I sistemi lucidi evidenziano più rapidamente le aree soggette a usura, diventando più opachi e con micro-graffi facilmente visibili, soprattutto sui colori più scuri e in assenza di uno strato trasparente protettivo di finitura.
Testo tratto in parte da un articolo di Andrea Invernizzi (ingenio)